ASCOLTANDO KORCZAK

Durante gli anni in cui ero una stedentessa universitaria ho incontrato dei professori meravigliosi che ci hanno fatto sentire un gruppo che lavora insieme verso un obiettivo comune: Dare al mondo della scuola, ai nostri bambini il meglio possibile, perchè se lo meritano e glielo dobbiamo!!!

Una delle mie professoresse, la Dott.ssa Montani ci ha parlato di Korczan e ci ha letto una sua meravigliosa riflessione sui bambini e credo sia d’obbligo condividerla con tutti voi:

“Dite:
E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione.
Poi aggiungete:
Perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.”

ALCUNE NECESSARIE INFORMAZIONI BIBLIOGRAFICHE:

Henryk Goldszmit nacque nel 1878 a Varsavia  in una famiglia ebraica benestante e assunse più tardi il nome d’arte di Janusz Korczak.
Studente di medicina frequentò i circoli letterari polacchi. Uomo di grandissima umanità si appassionò alla missione di aiuto ai bambini poveri di Varsavia divenendo nel contempo scrittore. Verso la metà degli anni Trenta del Novecento Korczak fu vittima della profonda ondata antisemita che attraversò la Polonia.
Rimosso dai suoi incarichi universitari, deluso dal trattamento che gli era riservato in quanto ebreo, si riavvicinò all’ebraismo e sviluppò interesse verso la Comunità Ebraica di Varsavia.

Rifiutò di indossare la stella ebraica e per questo venne arrestato dalla Gestapo e trattenuto per diversi mesi in prigione.

Quando la situazione del ghetto peggiorò si dedicò all’orfanotrofio ebraico nella disperata ricerca di mezzi di sostentamento per gli orfani ebrei che crescevano di giorno in giorno.

Il 5 agosto 1942 i nazisti circondarono l’orfanotrofio con Korczak e i suoi duecento bambini. Lo storico del ghetto Emmanuel Ringelblum che fu testimone oculare di quei momenti scrisse a prposito dei bambini che insieme a Korcazk marciarono verso il treno che li avrebbe portati a Treblinka: “… era una marcia organizzata, una muta protesta contro gli assassini… i bambini marciavano i fila per quattro con a capo Korkzak”. Morirono tutti a Treblinka.

 

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