L’insegnamento della lingua italiana in classe prima

Anche quest’anno mi ritrovo in classe prima e non come insegnante di lingua italiana ma come insegnante di sostegno e questo mi permette di essere una buona osservatrice sia dei processi messi in atto dagli alunni per “imparare” a leggere e a scrivere, sia della metodologia adottata dall’insegnante. Mi sono documentata a fondo sulle varie metodologie e sui pro e i contro di ognuna e sono arrivata al punto di affermare senza dubbi (almeno per quanto mi riguarda) che il metodo  FONO-SILLABICO sia il migliore.

METODO FONO-SILLABICO:

Il metodo FONO – sillabico – ortografico si basa sulla sillaba, in quanto facile da isolare; la sillaba costituisce il punto di partenza per l’analisi e la sintesi dei segmenti di una parola.
Prima caratteristica è quella di associare ad ogni sillaba un simbolo figurativo, sempre il medesimo per ciascuna sillaba, di solito un oggetto o un animale, il cui nome inizia con la sillaba proposta e che fa parte dell’esperienza e del lessico dei bambini.
Attraverso l’uso di queste immagini si aiuta il bambino a ricordare meglio e ad automatizzare più facilmente il legame tra segno grafico e suono corrispondente. Si parte della vocali, dittonghi, sillabe dirette per arrivare alle sequenze bisillabe piane, presentando parole con significato, allo scopo di facilitare e motivare l’apprendimento della lingua scritta. Si guiderà il bambino a compiere una segmentazione della frase in parole e della parola in sillabe, con una scansione del ritmo non solo nel tempo, ma anche nello spazio.
Parallelamente alla presentazione delle varie sillabe e delle difficoltà ortografiche, vengono proposti brevi enunciati e semplici frasi.
Un’altra caratteristica fondamentale del metodo è l’utilizzo dei vari canali: uditivo, visivo, tattile e cinestesico. A seconda delle difficoltà del singolo bambino vengono privilegiati isolatamente o simultaneamente uno o più canali sensoriali, che mediano e rinforzano l’acquisizione del codice alfabetico.

Occorre inoltre seguire un ordine ben preciso nella presentazione delle difficoltà e dei suoni:

  • utilizzare materiale figurato;
  • privilegiare le attività a livello orale;
  • svolgere attività attraverso le sillabe scritte, con parole ad alta frequenza d’uso, poi media, poi bassa;
  • NON PRESENTARE PIÙ CARATTERI INSIEME, ma usare lo   stampato maiuscolo;
  • presentare prima i suoni lunghi (M L R S F) e associarli alla vocale.
  • presentare le sillabe tenendo conto del contrasto percettivo;
  •   Aiutare il bambino con riferimenti visivi stabili (es. /me/ di mela).

Inizialmente credevo che se i bambini hanno un livello molto buono di partenza fosse inutile “perdere” troppo tempo “annoiandoli” con un solo carattere ma, osservando come lavorano e quali sono le loro maggiori difficoltà mi sono duvuta ricredere. Effettivamente devono poter lavorare prima BENE con un carattere per poi passare al successivo.

Le lettere dello stampato maiuscolo occupano tutte lo stesso spazio, hanno sagome uguali per cui non è necessario ricorrere a valutazioni percettive di altezza, lunghezza, destra/sinistra, sopra/sotto…come è invece richiesto dal corsivo e dallo stampato minuscolo.

Inoltre il CORSIVO è il carattere più difficile perché presenta:

  • Segni molto irregolari.
  • Segni difficili da smontare in segmenti.
  • Il gesto grafico è unico e complesso (richiede capacità percettivo motorie evolute).
  • La singola lettera si modifica quando cambia la posizione all’interno delle parole.
  • Le lettere non sono separate (meno percettibili come suono).

Tutto questo non farebbe che confondere i bambini e chiedergli uno sforzo maggiore non solo nell’ascolto del suono e nella sua scrittura ma anche nell’attivazione contemporanea di troppi processi per volta.

METODO GLOBALE

Ero personalmente molto interessata al METODO GLOBALE ma non sono poche le obiezioni al metodo.

La principale caratteristica su cui si basa il Metodo Globale è di enfatizzare l’importanza di una lettura l’ importanza finalizzata alla comprensione, un aspetto che garantisce un’elevata motivazione dell’alunno.

Limiti del Metodo Globale:

  • Lascia tutto il carico all’individualità del bambino di ritrovare il corrispondente grafema fonema.
  • L’italiano è una lingua semitrasparente (il rapporto fra grafema e fonema è quasi completamente stabile, la maggior parte dei suoni hanno una corrispondenza con un solo segno).
  • I grafemi rappresentano i fonemi senza la necessità di una mediazione semantica

La lingua italiana ha un’ortografia trasparente, quindi la via fonologica di accesso alla lettura/scrittura è più semplice e naturale. E’ per questo che è controindicato,  fin dalle prime fasi dell’apprendimento, proporre una via di accesso al lessico (METODO GLOBALE)

Inoltre: NON È APPLICABILE ANCHE PER ALUNNI STRANIERI PERCHÉ MANCA IL REQUISITO FONDAMENTALE DEL METODO, CIOÈ RICHIEDE UN RETROTERRA DI CONOSCENZE LESSICALI E SINTATTICHE.

Quest’anno mi ritrovo a non condividere la metodologia dell’insegnante di classe ma nello stesso tempo sono anche abbastanza limitata nel dare “consigli” o esprimere “giudizi” perchè non sono quasi mai accolti o ascoltati. Questo però non mi impedisce di DOCUMENTARMI, STUDIARE e conoscere COSA è MEGLIO per i NOSTRI ALUNNI!!!

:-)  Fatemi sapere cosa ne pensate voi!

13 pensieri su “L’insegnamento della lingua italiana in classe prima

  1. Maestra Paola, io sono perfettamente d’accordo con te. Il mio bambino è in prima elementare e con il metodo globale è durissima. Le difficoltà poi credo che riducano l’autostima innescando un circolo vizioso di rifiuto dello studio. Sono molto preoccupata vorrei tanto trovare una maestra che adotti il metodo sillabico ma sembra impossibile trovarne una.

  2. Ciao, secondo il tuo parere, a questo punto dell’anno i bambini di prima a che livello di lettura e scrittura dovrebbero essere?

    • Ciao Francesca, scusa se leggo solo ora il tuo messaggio. Non so e non posso rispondere a questa tua domanda. Ogni classe è una situazione a sè non posso dirti a che punto dovresti essere ed inoltre le stesse indicazioni nazionali sono solo delle “INDICAZIONI” poi devi calarle nella tua realtà di classe. Dipende dalle situazioni e dagli alunni che hai in classe, dipende dal tuo metodo, dipende ma moltissime variabili ma sento comunque di dirti che NON DEVI FARTI PRENDERE DALL’ANSIA DEL “PROGRAMMAAAA”!!! assolutamente e sole ANSIE che DEVI avere sono…ho fatto il possibile per far Tizio e Caio? Gli strumenti che ho messo a loro disposizione sono sufficienti? Il resto viene da sè e con i tempi di ogni singolo bambino!!! Quindi stai tranquilla e buon lavoro!

  3. Maestra Paola, grazie per i tuoi consigli…..hai rafforzato la mia convinzione….sono più di 10 anni che uso il metodo FONO-SILLABICO e sono sempre più convinta della sua valenza….quest’anno ho ricominciato con la PRIMA e sto lavorando così. Grazie Paola e buon lavoro a tutti. Marilena da LATINA.

  4. Ciao maestra Paola,
    ho letto quello che hai scritto sul metodo fono-sillabico e mi piacerebbe saperne di piu’ a livello operativo, dal momento che ho avuto il passaggio ala Scuola Primaria e forse prendero’ proprio la classe prima.
    Aspetto una tua risposta, ciao e buone vacanze da Lia.

  5. IO ho sempre adottato il metodo fono-sillabico, guardando con attenzione alla fonetica delle lettere. Non ho avuto mai problemi di scambi di lettere ( disgrafici a parte). AppenA RIESCO A TROVARE I MIEI APPUNTI TE LI INVIO.
    brava ti stimo molto
    LENA

    • Grazie ma sono solo una collega che inizia a muovere i suoi primi passi nel mondo della scuola, che ha voglia di lavorare, e che fa un mestiere che AMA e che cerca di aggiornarsi per limitare i “DANNI”. A parte gli scherzi…abbiamo una grande RESPONSABILITA’!!!

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