ADHD…PERCHE’ AVER PAURA?

Quest’anno nella nostra scuola è stato iscritto un bambino con probabile iperattività e disturbo dell’attenzione, presenta anche dei tic e momenti di aggressività.

E’ un abmbino MERAVIGLIOSO con tratti oppositivo-provocatori ma anche MOLTO intelligente e CURIOSO.

Non accetta ciò che gli adulti gli impongono ma se spiegato a lui il perchè delle cose accetta di farle. Finisce i lavori prima degli altri e quindi devo avere sempre dell’altro da fare con lui mentre i suoi compagni finiscono. Adora MANIPOLARE la plastilina, il pongo, dipingere e disegnare percorsi di giochi fatti con la WII.

Non essendo “certificato” (non ancora) non può essere seguito da un’insegnante di sostegno ma le “sue” maestre non riescono a “gestire” lui e tutti i nuovi alunni di classe prima e così…hanno chiesto il mio aiuto sino a quando non arriverà la certificazione.

La cosa che mi preoccupa non poco è che con me il bambino ha, sin da subito, instaurato un bellissimo rapporto, mi cerca, mi ascolta e, seppur cerco di evitare che si leghi troppo a me, è impossibile non costruire  qualcosa con lui. Inoltre le insegnanti di classe sembrano aver PAURA  di lui perchè “scappa” dalla classe, “corre”, “sale sui banchi”… però tutto questo non lo fa quando ci sono io, e non solo perchè gli sono accanto ma perchè con me HA COSTRUITO UNA RELAZIONE!!! che credo sia alla base di QUALSIASI RAPPORTO EDUCATIVO!!!

Al di là di tutto, ho cercato notizie sull’ADHD e mi pare che queste informazioni possano essere utili a tutti!!!

Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività, o ADHD, è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo. Esso include difficoltà di attenzione e concentrazione, di controllo degli impulsi e del livello di attività. Questi problemi derivano sostanzialmente dall’incapacità del bambino di regolare il proprio comportamento in funzione del trascorrere del tempo, degli obiettivi da raggiungere e delle richieste dell’ambiente. E’ bene precisare che l’ADHD non è una normale fase di crescita che ogni bambino deve superare, non è nemmeno il risultato di una disciplina educativa inefficace, e tanto meno non è un problema dovuto alla «cattiveria» del bambino.

L’ADHD è un vero problema, per l’individuo stesso, per la famiglia e per la scuola, e spesso rappresenta un ostacolo nel conseguimento degli obiettivi personali. E’ un problema che genera sconforto e stress nei genitori e negli insegnanti i quali si trovano impreparati nella gestione del comportamento del bambino.

Sicuramente i genitori sono abituati a vedere come le altre persone reagiscono al comportamento del bambino iperattivo: all’inizio, gli estranei tendono ad ignorare il comportamento irrequieto, le frequenti interruzioni durante i discorsi degli adulti e l’infrazione alle comuni regoli sociali. Di fronte alle ripetute manifestazioni dell’assenza di controllo comportamentale del bambino, queste persone tentano di porre loro stesse un freno all’eccessiva “esuberanza”, non riuscendoci, concludono che il bambino sia intenzionalmente maleducato e distruttivo. Forse i genitori sono anche abituati alle conclusioni a cui gli estranei giungono, come ad esempio: «I problemi di quel bambino sono dovuti al modo in cui è stato educato; sarebbe necessaria una maggiore disciplina, maggiori limitazioni e anche qualche bella punizione. I suoi genitori sono incapaci, incuranti, eccessivamente tolleranti e permissivi, e quel bambino è il frutto della loro inefficienza».

Leggendo queste poche righe, i genitori si renderanno conto che, se da un lato diventa necessario fare qualcosa per gestire il comportamento di questi bambini, è anche vero, d’altro canto, che diventa urgente far capire agli altri adulti quale sia la reale natura del problema dell’iperattività. E’ necessario che tutte le persone, che interagiscono con i bambini con ADHD, sappiamo vedere e capire le motivazioni delle manifestazioni comportamentali di questi ragazzini, mettendo da parte le assurde e ingiustificate spiegazioni volte ad accusare e ferire i loro genitori, già tanto preoccupati e stressati per questa situazione.

I bambini con DDAI sono maggiormente a rischio per altre problematiche psicologiche. Circa il 44% di essi presenta almeno un altro disturbo, il 32% ne presenta altri due e l’11% altri tre (Szatmari, Offord & Boyle, 1989). In particolare il quadro della compresenza con altri disturbi è il seguente: tra il 20% e il 56% presentano anche un Disturbo della Condotta, circa il 35% manifestano anche un Disturbo Oppositivo/Provocatorio, il 25% soffre anche di Disturbi dell’Umore e un altro 25% ha Disturbi d’Ansia.

2 pensieri su “ADHD…PERCHE’ AVER PAURA?

  1. Cara maestra Paola,
    per caso sono capitata sul suo blog, mi è piaciuta molto la sottolineatura fatta a proposito dell’atteggiamento dei genitori “giudicanti”, tornerò a visitare il suo blog ho trovato articoli interessanti, anche se non sono un insegnante.
    La mia stima nei suoi confronti aumenta:-)
    Simonetta ( mamma di Eleonora)

    • Che piacere Simonetta, sono felice di ritrovarti sul mio blog. Purtroppo l’esperienza del sostegno non sempre è MERAVIGLIOSA ma non per i bambini, spesso sono gli adulti a non capire o comprendere le varie situazioni. Comunque di certo si cresce molto lavorando coni BAMBINI! 🙂 Seguimi pure…mi fa molto piacere!

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